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La Fornace Laterizi: scopriamo la storia con la poesia di Cherubini

La Fornace Laterizi

La Fornace Laterizi Orte è stata fondata nel 1910 da Francesco Giulioli di Fornole, frazione di Amelia. In particolare, quando i laterizi erano prodotti a mano, l’azienda contò ben 400 addetti. D’altra parte dopo la ristrutturazione, avvenuta nel 1969, la manodopera si è ridotta a circa 140 operai. C’è da dire che la fornace, pur con varie interruzioni, è rimasta attiva fino al 2010.

La Fornace Laterizi: “Ròprono la fornace”

A dire il vero, ripercorrere e condividere la storia di Orte è doveroso. Bisogna parlare, descrivere, ma ancora di più raccontare, per poter tenere in vita la cultura e i fatti del nostro paese. Con la poesia di Vincenzo Cherubini riviviamo la storia della fornace, ma in modo particolare la conosciamo attraverso il racconto di chi nella fornace ha lavorato e grazie a quel lavoro è rinato.

La Fornace
La fornace-1944. Autore Franco Scipioni

Comparisce la luce de i’ ggiorno che vène,

su tande speranze mistiate co’ i le pene.

Fiore de mendrasto, fiore de mendrasto,

paréa de portà ill’ acqua co’ ccanestro.

Nun c’éo i’ ccoraggio de riendrà a casa mia

e me trastullao fino a sera tardi da ill’ osteria.

Comparisce la luce de i’ ggiorno che vène,

su quarche speranza se sciòjjono le pene.

Se sfràgnono i’ttramondi co’ i’ rrosso de i’ pportogalli,

ce avrò pur io finarmende ‘m po’ de giorni mii belli.

Sò’ stato jjamato a lavorà da la fornace,

mo pòzzo avecce ‘m po’ de vera pace.

Benanche ho da lavorà da la sera a la matina,

nun me ‘mpaurisce i’ ccallo e nemmango la brina.

De lavorà nun me ‘mpauriscio, pe’ davero nun me ringresce,

se pòzzo fa magnà e vestì tutta la famijja che me cresce.

Abbràccico i’ zzogno co’ tutte le stelle londano,

quanno me comparìsciono i’ ccalli su le mano.

Traduzione

Appare la luce di un nuovo giorno,

su tante speranze mischiate con le pene.

Fiore di mentastro, fiore di mentastro,

sembrava di portare l’acqua con il canestro.

Non ho il coraggio di rientrare a casa mia

e mi diverto fino a tarda sera in osteria.

Appare la luce di un nuovo giorno,

su qualche speranza si sciolgono le pene.

Si uniscono i tramonti con il rosso dei portogalli ,

avrò anche io finalmente un po’ di giorni belli.

Sono stato chiamato a lavorare alla fornace,

adesso posso avere un po’ di pace.

Anche se devo lavorare dalla sera alla mattina,

non mi impaurisce ne i calli e nemmeno la brina.

Lavorare non mi mette paura, se posso far mangiare e vestire tutta la famiglia che cresce.

Abbraccio il sogno con tutte le stelle lontane,

quando mi compaiono i calli sulle mani.

La Fornace Laterizi: scopriamo la storia con la poesia di Cherubini ultima modifica: 2019-10-29T07:00:10+01:00 da Redazione

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