DIALETTO

Al ristorante: la poesia del lunedì in dialetto ortano

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Il ristorante: un fatto veramente buffo!

Bentornati con il nostro immancabile appuntamento del lunedì: le poesie in dialetto ortano. Vi sarete accorti che di tanto in tanto, attraverso le poesie di Vincenzo Cherubini raccontiamo dei fatti realmente accaduti. Ad esempio vi ricordate il componimento “una vecchietta all’ospedale” o “ il cane intelligente”? Oggi attraverso la poesia “I rristorande” vi descriviamo un avvenimento molto simpatico.

Al ristorante: la storia

Partiamo dal fatto che tal episodio è stato riferito a Vincenzo Cherubini da suo fratello Cesare. La storia narra di un signore di Orte, che era andato a pranzo in un ristorante. Quando gli portarono il conto, si arrabbiò e disse che non intendeva pagare perché sul conto aveva trovato la voce “coperto”, mentre lui sosteneva di aver mangiato di fuori, sotto il pergolato.

(dal libro “Zzòni ccanti e Zzombi là ppe’ Orte)

Al ristorante. La poesia del lunedì

La poesia

Dicono che i’ rristorandi nun so cari,

ma che i’ zzòrdi li càcono i’zzomari?

Si me magno i’ vvisciarèlli co’ i’ zzugo,

credeme su ppe’ ccasa me ce affugo;

si li vado a magnà da’ i’ rristorande,

là ppe’ ppiatto è come si nun c’èssi gnènde.

Du’ olìe, du’ fette de pane abbruscato,

je pare d’avette dato ill’ oro colato.

Tèsto è ill’antipasto secondo essi,

me pare proprio che ce pìjjono pe’ fessi.

Nun parlamo de la carne su ppe’ la bracia,

è tutta grassa e me mènza fracia.

Eppoi ill’ ùrdima vòrda che ce so’ ‘nnato,

nun te pòzzo dì quello che m’è capitato:

ce lo sai che pure ccopèrto ho pagato,

‘nvece ho magnato sotto a ppergolato.

Traduzione

Dicono che i ristoranti non sono cari,

ma che i soldi li “cacono” i somari?

Se mangio i visciarelli con il sugo,

credimi che in casa mi ci affogo,

se li vado a mangiare al ristorante,

nel piatto è come se non ci fosse niente.

Due olive, due fette di pane abbrustolito,

gli sembra di averti dato l’oro colato.

Questo è l’antipasto secondo loro,

mi sembra proprio che ci prendono per stupidi.

Non parliamo della carne alla brace,

è tutta grassa e mi sembra mezza bagnata.

E poi l’ultima volta che ci sono andato,

non ti posso dire quello che mi è capitato:

lo sai che pure il coperto ho pagato,

invece ho mangiato sotto il pergolato.

Al ristorante: la poesia del lunedì in dialetto ortano ultima modifica: 2019-08-05T09:00:10+02:00 da Redazione

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