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I Borghi Ortani: dei luoghi che suscitano ammirazione

I Borghi

Esistono borghi che devono essere ammirati, altri che commuovono, altri in cui vivere. Si dipende dai borghi in funzione della propria immaginazione, passione, gusti e sentimenti. Ci chiamano anche da molto lontano. Non se ne conosce la ragione, ma, ancor prima di averli visti, sappiamo che seguendo il loro richiamo, possiamo ritrovare un pezzo della nostra anima.

I borghi di Orte

“La città è ornata di quattro borghi , ed è circondata da oltre quattordici castelli.”
(Padre Francesco Lamazzola di Orte)

Fino al 1413 quattro borghi, che sorgevano alle pendici del colle, completavano la città. Se, quattro erano le chiese da cui i borghi prendevano nome (a nord-est, lungo il corso del Tevere, San Jacopo e San Giorgio; a sud-ovest, nella piana di fronte a San Bernardino, Santo Stefano e San Leonardo). In realtà, lungo il corso del Tevere, si stendeva un unico borgo, racchiuso entro due chiese. Una San Jacopo, in campo al ponte, sotto la Bastia, l’altra, San Giorgio, sotto la porta di Santo Cesario. Questa zona era chiamata anche Borghetto.

Tevere
il Tevere in tutto il suo splendore. Foto di Cinzia Marzoli

In passato nella celebrazione ufficiale, i rappresentanti dei borghi, con le loro ampie sopravvesti maschili e femminili (proprie del basso medioevo) e i loro ornamenti, avevano un posto di rilievo accanto al Podestà e ai Priori. I borghi, insomma, non erano altro che degli agglomerati fuori dalle mura, che vivevano, in tutto, la vita della comunità. Pur celebrando con manifestazioni autonome le proprie ricorrenze festive. Per quanto riguarda l’antica e fiorente corporazione dei barcaroli e calafati, si sviluppò tra gli abitanti del borgo, traendo origine dal Tevere, abbondanti mezzi di vita con la pesca e i trasporti.

Alla scoperta dei borghi di Santo Stefano e di San Leonardo

Il Leoncini, nell’indicarne i confini, era in dubbio se fossero due borghi distinti oppure se, con la loro contiguità, ne formassero uno solo.

Dalla porta di Sant’Agostino, scendendo per la chiesa di San Paolo alle rupi e poi di Santo Stefano, si arrivava all’Ospedaletto, presso la chiesa del Crocefisso. Più in là vi era la chiesa di San Leonardo, dal quale prendeva nome il borgo che si estendeva fino al Tevere”.

La chiesa di Santo Stefano, che assegnava nome al borgo, è collocata dal Leoncini, con molta precisione, ossia vicino alle mura di Orte. Il Leoncini di questa chiesa, riferisce un curioso particolare:

“Da una pietra bianca con alcuni segni tinti negri, posta presso la particella di sinistra accanto all’immagine dipinta del Santo, spirava di continuo un odore, che suscitava meraviglia nei fedeli i quali, dal 26 dicembre ai giorni dell’Epifania, si recavano nella chiesa per loro devozione”.

Accesso Ad Orte
Le tre porte di accesso di Orte.
1- porta delle arci
2- porta di mezzo
3- porta San Teodoro.
I Borghi Ortani: dei luoghi che suscitano ammirazione ultima modifica: 2018-11-12T09:00:55+01:00 da Veronica Carullo
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