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La vendemmia: una meraviglia autunnale

Vendemmia
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Tempo di vendemmia. Le campagne ortane si animano di piccoli motocarri carichi d’uva. È un momento di grande tensione. C’è sempre la paura che non sia il momento giusto per la raccolta. Si ha bisogno ancora di sole, di pioggia.

L’odore che si sprigiona dall’uva appena raccolta lasciata al sole.

La vendemmia è soprattutto attesa

La vendemmia è un momento ricco d’incanto e di duro lavoro. Dietro la raccolta non c’è solo la fatica per renderla perfetta; c’è la condivisione dei sentimenti, delle speranze per il lavoro che si porta avanti insieme. Come vuole la tradizione. In passato la fatica di raccogliere i grappoli d’uva era alleviata dai canti e dai balli. Si può definire un momento di grande festa, dove i vigneti sono invasi dai colori dorati dell’autunno: colori brillanti con calde tonalità.

La vendemmia è nell’anima di chi la fa e di chi la assapora.

È autunno…

Autunno

Cestini, forbici, cassette di legno e tutti pronti a correre a fare la vendemmia. Una giornata all’aria aperta, a contatto con la natura, per riscoprire vecchi valori di un tempo. Quelli dei nostri nonni, tra tutti la semplicità. Dopo aver riempito le varie cassette di grappoli, s’inizia a pigiare i succosi e dolci acini d’uva, per poi preparare, sperimentare e gustare queste prelibatezze. Osservare, assaporare, ricostruire le varie fasi della vendemmia, può essere definita come un’esperienza unica.

Le fasi

La prima fase della vendemmia consiste nella raccolta dei grappoli, da compiere nelle ore più fresche, a mano o meccanicamente. Tagliati con forbici esatte, e privati delle foglie, i grappoli migliori, privi di muffe e di acini marci, sono adagiati in un cesto che sarà a sua volta svuotato in cassette dalla capienza massima di 20 chili per evitare che gli acini siano schiacciati. Una volta riempite, le cassette sono svuotate solitamente in carrelli da 2000 kg che saranno poi portati alla pigiatura. E’ fondamentale che passi meno tempo possibile tra la raccolta e la pigiatura, per evitare che gli acini si deteriorino. Grappoli sodi, con la buccia ben integra sono la premessa indispensabile per ottenere un buon vino.

In seguito, l’uva raccolta è trasportata nei locali in cui sarà pigiata. Prima della vera e propria pigiatura, i grappoli sono convogliati con nastri. Questo processo è fondamentale perché i raspi, pigiati, cederebbero sostanze tanniche dal gusto legnoso e allappante. Solo dopo, si può passare alla fase della pigiatura.

Raccolta Uva

Il mosto ottenuto con la pigiatura è pompato nelle vasche dette fermentatori dove comincerà la fase della fermentazione. Quest’ultima potrà essere di tre tipi:
La fermentazione in rosso, che dà origine a vini rossi, prevede che il mosto rimanga a contatto con le bucce, in modo da permettere la dissoluzione dei polifenoli e degli aromi contenuti nella buccia e nei vinaccioli.
La fermentazione in bianco, invece, permette di produrre vini bianchi ed è ottenuta separando subito il mosto dalle bucce e i vinaccioli: i vini ottenuti saranno, dunque, quasi privi di tannini, avranno dei profumi fruttati e gusti freschi e delicati.
La vinificazione in rosato che prevede un periodo di macerazione delle parti solide nel mosto molto breve, dalle 24 alle 36 ore.

Terminata la fermentazione, comincia forse una delle fasi più caratterizzanti, quella di rifermentazione e invecchiamento che darà origine ai vini più diversi, dagli spumanti ai vini da meditazione, secondo il processo seguito.

Veronica Carullo

Autore: Veronica Carullo

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”

Ho 23 anni.
Studio comunicazioni, tecnologie e culture digitali.
Amo la fotografia e la scrittura con cui esprimo me stessa e tutto ciò che ho intorno.
Appassionata di cinema.

La vendemmia: una meraviglia autunnale ultima modifica: 2018-11-06T16:00:17+00:00 da Veronica Carullo

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