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Il Castellaccio di Baucche: tra fantasmi e misteri

Orte
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Il castello di Baucche è stato fondato nella seconda metà dell’XI secolo. Dall’atto si evince un’importanza economica e strategica piuttosto importante del castello. L’importanza dell’insediamento è probabilmente cresciuta dalla sua posizione di controllo sulla via Tiberina. L’edificio è a pianta pressoché quadrata e si conserva nelle pareti S e O fino a un’altezza di 8 m, laddove s’impostava il pavimento della terrazza o piazza d’armi. Al castello, i cui ruderi sono completamente ricoperti dalla vegetazione, sono legate due leggende.

Le leggende

La prima narra che in uno dei vani del maniero sia stata murata viva, in tempi lontani, una donna. In una stanza c’era un’apertura tamponata e su uno stipite era incisa una scritta: ” Sono murata viva per non aver voluto credere“. Si racconta che di notte lo spettro della sfortunata donna si sarebbe aggirato intorno al castello. La seconda leggenda si riferisce alla presenza di un tesoro all’interno della fortificazione. Una nobildonna, proprietaria del castello, comparve in sonno a un uomo, dicendogli che se avesse scavato in un punto del fortilizio, avrebbe trovato un tesoro. L’individuo, impressionato dall’apparizione notturna, si recò nel luogo. Vide nel posto indicatogli, una quantità di posate d’oro, che riuscì a vendere, ricavandone una discreta somma. I soldi gli permisero di acquistare un piccolo podere.

Castello

Rovine del Castello di Baucche

Il castello, di cui di realmente visibile sono rimasti solo due ambienti, pertinenti a due torri, sorge a picco sul fiume Tevere, appena fuori Orte Scalo. Stefano Del Lungo riferendosi al castellaccio scrive:

L’altura è l’estrema propaggine orientale del vasto complesso collinare di Macchia di Ruffo e di Bagnolo, costituita in parte da depositi alluvionali molto compatti e in parte da stratificazioni di calcare travertinoso. La datazione proposta per le rovine del castello è il secolo XII e si basa sulla tipologia delle opere murarie. Ulteriori elementi potrebbero ricavarsi dallo studio della ceramica, di cui non si è potuto recuperare alcun frammento né sul pianoro, né ai suoi piedi”.

 

Foto di copertina di Roberto di Patrizi

 

Veronica Carullo

Autore: Veronica Carullo

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”

Ho 23 anni.
Studio comunicazioni, tecnologie e culture digitali.
Amo la fotografia e la scrittura con cui esprimo me stessa e tutto ciò che ho intorno.
Appassionata di cinema.

Il Castellaccio di Baucche: tra fantasmi e misteri ultima modifica: 2018-09-20T08:00:04+00:00 da Veronica Carullo

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